Fibromialgia: qual è la situazione in Italia e in Europa?

Fibromialgia situazione in Italia

OMS e fibromialgia: la situazione in Europa

Sindrome fibromialgica: la necessità di una strategia comunitaria

Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia riconosciuto la sindrome fibromialgica già nel lontano 1992 (anno in cui venne inclusa nella decima revisione dello International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems ICD-10, codice M79-7), solo alcuni Paesi europei hanno adottato questa visione.

L’Italia, purtroppo, non è ancora tra questi. Nel 2008, il Parlamento Europeo ha approvato una dichiarazione che evidenzia come la fibromialgia non sia ancora inclusa nel Registro ufficiale delle malattie dell’Unione Europea. Le persone affette da questa sindrome ricorrono più frequentemente a visite mediche generiche e specialistiche, ricevono più certificati di malattia e necessitano di ricoveri ospedalieri più frequenti, rappresentando così un notevole peso economico per l’Europa.

Per questi motivi, il Parlamento ha invitato la Commissione Europea e il Consiglio a sviluppare una strategia comunitaria per la fibromialgia, al fine di riconoscerla come malattia e incoraggiare gli Stati membri a migliorare l’accesso alle diagnosi e ai trattamenti.

Fibromialgia: recentemente approvate le mozioni alla Camera

C’è una notizia positiva per le persone colpite da Sindrome Fibromialgia: il 29 febbraio 2024, alla Camera, sono state approvate all’unanimità 6 mozioni, presentate sia dai partiti di maggioranza che da quelli di opposizione, che chiedono al Governo di riconoscere questa patologia come cronica e invalidante.

Il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante è un passo importante per dare voce a tutte quelle persone che devono affrontare una Sindrome dolorosa e spesso misconosciuta, che influisce pesantemente su diversi aspetti della loro vita quotidiana, tra cui quelli psicologici.

Una delle richieste principali presenti in tutte le mozioni è l’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), al fine di garantire ai malati l’esenzione dalla spesa per le prestazioni sanitarie. Questo rappresenterebbe un sostegno significativo per le persone affette da fibromialgia, consentendo loro di accedere alle cure necessarie senza oneri finanziari aggiuntivi.

I dati sulla fibromialgia in Italia

Sono circa 2-3 milioni gli italiani che soffrono di fibromialgia (il 90% sono donne) secondo le stime dell’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, in prevalenza giovani. Sono pazienti spesso definiti “malati invisibili”, una percezione che si riflette anche nella sfera legale e assistenziale.

Dal 2018 si attende infatti il riconoscimento della fibromialgia, chiamata anche malattia dei 100 sintomi, come patologia cronica, per un accesso equo e adeguato alle cure attraverso l’inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Un passo fondamentale per garantire un trattamento appropriato e la parità di accesso alle cure per tutti i pazienti affetti da fibromialgia.

Come si manifesta la fibromialgia

La fibromialgia, letteralmente “dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini)”, è una sindrome caratterizzata da diversi sintomi che si manifestano contemporaneamente, tra cui dolori muscolari diffusi, disturbi del sonno, colon irritabile, bruciore intimo, “fibro-fog” (difficoltà di concentrazione e di elaborazione mentale) e stanchezza cronica.

Nonostante il dolore sia un sintomo altamente debilitante e dominante nella fibromialgia, spesso rimane carente di trattamenti adeguati. Non perché manchino terapie specifiche, che esistono ed hanno dimostrato una buona efficacia, ma perché i pazienti fibromialgici incontrano difficoltà nell’accesso alle cure.

Si tratta di un disturbo invalidante, spesso difficile da diagnosticare poiché i suoi sintomi possono somigliare a quelli di altre condizioni cliniche.

Ma come si fa a capire se si soffre di fibromialgia?

Le cause esatte della fibromialgia non sono ancora chiare, ma si pensa che siano il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali. Eventi stressanti come malattie, lutti familiari o traumi fisici o psicologici possono contribuire ai sintomi.

La diagnosi della fibromialgia è complessa e spesso richiede l’esclusione di altre condizioni simili. Non esistono test specifici per diagnosticarla, ma è importante eseguire una valutazione completa dei sintomi, una visita medica approfondita (Reumatologica e/o Neurologica) e talvolta test diagnostici mirati. La fibromialgia può essere facilmente confusa con altre condizioni come la sclerosi multipla, ma quest’ultima è una malattia neurologica con criteri diagnostici specifici e sintomi diversi. La fibromialgia è invece una diagnosi di esclusione.

Il trattamento della fibromialgia

Una volta diagnosticata, il trattamento della fibromialgia si concentra sulla gestione dei sintomi e sull’educazione del paziente. Oltre alle terapie farmacologiche esistono terapie non farmacologiche come l’esercizio fisico aerobico, il rilassamento muscolare e la terapia cognitivo-comportamentale possono essere efficaci nel ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita del paziente.

Inoltre, alcune tecniche di rilassamento come lo Yoga, il Qi Gong, il Tai Chi, la Meditazione e l’agopuntura possono essere molto utili nel ridurre la tensione muscolare e alleviare il dolore associato alla fibromialgia. L’agopuntura in particolare sembra avere importanti benefici sia sul dolore tensivo sia sul miglioramento del riposo notturno.

Un approccio personalizzato e multidisciplinare per gestire i suoi sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente, insieme alla consapevolezza e ad una divulgazione delle informazioni sempre più capillare, sono fondamentali per affrontare questa difficile condizione in cui si trovano molte persone oggi.

Fibromialgia Italia

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